1993 – 2013 Mario Comensoli

Mario Comensoli ritenuto uno dei più importanti esponenti del realismo pittorico, nasce a Lugano il 15 aprile del 1922. Orfano di madre viene allevato dalle due sorelle nell’estrema indigenza che sensibilizza il carattere dell’artista rendendolo, fin da subito, attento alle problematiche sociali dei più deboli.

Nel 1944 il Museo Civico di Belle Arti di Lugano, su proposta di Aldo Patocchi ne acquista un olio, sempre quell’anno grazie ad una borsa di studio si reca a Zurigo dove frequenta lezioni di disegno e storia dell’arte al politecnico.

A Parigi nell’immediato dopoguerra guarda a Picasso e Léger che con la loro pittura cubista lo influenzeranno molto. Nel 1948, in un secondo soggiorno parigino, Mirò, i fratelli Giacometti, Poliakoff, diventano per lui nuovi riferimenti artistici.Stabilitosi con la moglie Hélène Frei a Zurigo, e appassionato di sport popolari quali il ciclismo e il calcio elabora la serie intitolata “Ciclisti e calciatori”.

Nel 1953 il museo Helmhaus di Zurigo gli dedica la prima importante mostra che ben rappresenta il periodo passato sotto le luci della ville lumière che raccoglie il plauso della critica. Questa prima fase creativa incentrata sulla cotruzione formale lascerà presto il posto ad una nuova pittura attenta più alla realtà e alle vicende umane.

Nel 1958 nell’atelier della Rousseaustrasse nasce il ciclo dei “Lavoratori in blu” dedicato agli emigranti venuti dall’Italia a cui Comensoli si sente vicino. Lo stesso anno Carlo Levi lo invita ad esporre le proprie opere al Congresso degli Emigranti a Roma sul cui manifesto appare proprio uno dei disegni dell’artista luganese.

Affronta successivamente i temi del Sessantotto con una pittura provocatoria ed influenzata dalla pop art, nel 1978 si confronta col mondo del cinema. Dagli anni ottanta partendo dai ragazzi alternativi punk inaugura la serie “Gioventù in fermento”. Da ricordare, tra i momenti tematici rilevanti “Discovirus” e “Tell”.

Nel 1989 al Kunsthaus di Zurigo ha luogo la sua ultima grande esposizione. Mario Comensoli muore stroncato da un infarto nel suo atelier zurighese il 2 giugno del 1993.